L’importante
ponte costruito dai Romani, alle foci del Rio Mannu, che serviva per
collegare Porto Torres con la Nurra, era comunemente denominato “PONTE
ROMANO”e con questo nome era contraddistinta, anche quella vasta superficie
del Comune Turritano, situata appena più in là del ponte medesimo, in cui la
Società Siderurgica Mineraria Ferromin possedeva degli appezzamenti di
terreni e dove realizzò, probabilmente, uno dei primi stabilimenti
industriali di Porto Torres, i cui ruderi ancora visibili con le due
torri gemelle,
La
teleferica che consentiva il successivo trasporto del minerale di ferro,
verso la radice del porto, per essere caricato sui piroscafi diretti alle
fonderie della penisola; Fabbricati
industriali e immobili vari, con diverse case abitative destinate al
personale della Ferromin, svolgente particolari mansioni, dislocato a P.
Romano;
Officine,
magazzini, uffici diversi e un’ampia e moderna stazione ferroviaria la quale
disponendo di ben tre locomotive, collegava giorno e notte
P.
Romano con Canaglia per il trasporto di molteplici vagoni pari ad enormi
tonnellate di minerale di ferro.
Nella
sostanza, Ponte Romano, non era altro che una sede staccata agli ordini del
Direttore di Canaglia. E’ superfluo
aggiungere che molte delle maestranze occupate nel Cantiere di Ponte Romano,
erano portotorresi.
I familiari
dei dipendenti Turritani, spesso e volentieri si recavano a Canaglia, per
fare le compere, servendosi del treno aziendale (arrivi e partenze da Ponte
Romano) i quali, previa autorizzazione, prendevano posto unitamente ai
lavoratori pendolari, in un vagone agganciato al convoglio medesimo.
