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Benvenuti nel sito ufficiale della Miniera di Monteferro Canaglia - Sassari -

Porto Torres sulla Costa  nord-occidentale della Sardegna in  provincia di Sassari il cui territorio si trova al centro del GOLFO DELL'ASINARA ed è costituito per metà dal PARCO NAZIONALE DELL'ASINARA. Clima tipicamente mediterraneo, ventilato da piacevoli brezze. Passeggiando lungo la fascia costiera è possibile ammirare le numerose e piccole spiagge,splendidi fiordi e grotte marine ampi tratti calcari modellati lievemente dall'azione dei venti e delle maree. Attraverso la panoramica sul LUNGOMARE BALAI percorrendo una delle passeggiate più affascinanti della Sardegna è possibile scrutare le coste dell'Asinara e contemplare  il lungo litorale sul golfo. 102,62 Km2- abitanti Portotorresi o Turritani  a 19 Km a Nord-Ovest dal  Capoluogo, a 10 m.s.m. sulla costa meridionale del Golfo dell'Asinara, presso la foce del Rio Mannu. Città di origine cartaginese, fu  centro fiorente abbellito di monumenti dai romani e divenne municipio  Turris Libysonis dall'epoca di Giulio Cesare,tra i monumenti della città romana di cui è noto l'impianto urbano, un ponte a sette arcate, i resti dell'acquedotto e soprattutto il grande impianto termale denominato PALAZZO DI RE BARBARO  (secolo I a.C.). Non mancano sculture, epigrafi e vario materiale proveniente dalle necropoli.

IMPORTANTE PORTO COMMERCIALE E PASSEGGERI (Regolari Linee di traghetto per la Penisola e la Francia) Stazione ferroviaria allo scalo portuale e un' altra alla periferia della città. Il treno denominato "Turritano" collega Porto Torres con Cagliari e viceversa   -Stazione balneare e sport nautici-

Porto Torres è situata in una posizione strategica (considerando che è l'unico porto sardo ad avere collegamenti con la Francia) al centro del Golfo dell'Asinara. Il suo territorio ha un'area di 10.200 ettari, buona parte dei quali è costituita dall'Isola dell'Asinara e dalla più piccola Isola Piana. L'area è prevalentemente pianeggiante (si trova nella pianura della Nurra), ad eccezione di alcuni colli, il più alto dei quali è Monte Alvaro (342 m), sede di una cava di calcare. In questo territorio scorrono due fiumi, il Riu Mannu ed il meno conosciuto e più piccolo Fiume Santo, che traccia il confine tra il comune di Sassari ad ovest e quello di Porto Torres ad est. Il territorio del comune di Porto Torres è delimitato a nord dal Golfo dell'Asinara e confina esclusivamente con il comune di Sassari.

La frequentazione umana del territorio di Porto Torres risale almeno al Neolitico, come testimoniano le numerose necropoli ipogeiche, come quella di "Su Crucifissu Mannu" e l'altare preistorico di Monte d'Accoddi col suo insediamento abitativo nell'entroterra; anche la frequentazione nuragica è testimoniata da diversi nuraghi. È stato ipotizzato che i Fenici abbiano sfruttato il porto naturale per sbarcare sul versante settentrionale dell'Isola ed abbiano fondato un insediamento costiero. Turris Lybissonis (il nome latino dell'odierna Porto Torres) è nata nel 46 a.C. come Colonia iulia del periodo imperiale romano ed era la seconda città in grandezza e ricchezza in Sardegna dopo Calaris (Cagliari). Inoltre aveva buoni rapporti con Roma e Ostia ed era una città ricca e popolosa come attestato dai resti di sontuose terme e altri monumenti ormai sepolti sotto la nuova città. Tracce ulteriori si ritrovano presso la zona di Monte Angellu (Angellum = lat. cimitero). Nel periodo medievale la città divenne capoluogo del Giudicato di Torres-Logudoro, ma con l'assalto del popolo dei Vandali prima, e dei Saraceni poi, la popolazione si spostò verso l'entroterra in insediamenti più sicuri quali Kitarone, Silki e fondando Thattari. Dopo l'anno Mille, la costa, grazie all'avvento dei Genovesi, riprese vita, ma non torno più florida come un tempo questo perché l'ormai più potente e più popolosa Thattari strinse un accordo con i Genovesi, il quale imponeva la non edificazione presso i territori dell'antico borgo di Torres, questo accordo venne stipulato solo per la paura di Thattari, che temeva una rinascita di Torres. In quell'epoca fu edificata la Basilica in stile romanico di San Gavino. Dopo il periodo genovese la città passò in mano agli Aragonesi, che costruirono avamposti e torri per controllare la costa; in quell'epoca Porto Torres si chiamava Torres ed insieme ai vicini centri di Sassari, della Romangia e dell'Anglona settentrionale, stava vedendo l'affermazione della lingua Turritana o sassarese, tuttora parlata fra i vari idiomi. Mantenne questo nome per lungo tempo fino a quando nel 1842 avvenne la seconda visita de re, che vista la voglia di libertà che avevano i turritani gli concesse l'indipendenza dal comune oppressore di Sassari, in quell' anno il borgo di Torres attorno alla Basilica di San Gavino e la borgata di pescatori sul porto, si unirono per formare il comune autonomo di Porto Torres (con grande sdegno di Sassari, questo perché fino ad allora Porto Torres era la sua più grande fonte di ricchezza) come enclave nel territorio comunale di Sassari.

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